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Ep.10 del podcast: Personaggi italiani - Dante Alighieri

Continuiamo il viaggio alla scoperta della cultura italiana attraverso uno dei personaggi più importanti della nostra storia e non solo...

Nell'episodio di oggi si cambia genere e abbiamo un mix di storia, scienza, astronomia e anche un po' di filosofia con la lingua italiana sempre al centro.

Quindi, trovate un momento di relax e mettetevi comodi.

Buona lettura e buon ascolto.

Valerio Ardizzi 1/8/2026

00:00 / 31:11

Ep.10
Personaggi italiani - Dante Alighieri

Indice:

  • Ringraziamenti

  • Introduzione

  • Origine delle micro-identità

  • Critica agli italiani

  • Padre della lingua italiana

  • Cos'è una lingua volgare?

  • Il fiorentino volgare

  • La Divina Commedia

  • Conclusione

       

Trascrizione del podcast

 

Ringraziamenti

Eccoci di nuovo, Cari ascoltatori, nell'ultimo episodio di “l’Italia raccontata agli studenti stranieri”. Io sono Valerio, insegno italiano e oggi, prima di partire con il podcast, ho qualcosa da dirvi.

Perché siamo arrivati all’ultimo episodio di questa prima stagione. Un’esperienza per me parecchio divertente, anche molto impegnativa e sento di dover dire qualche parola prima di entrare a pieno nell’episodio di oggi.

In primo luogo, un grazie ai miei studenti che come sempre sono un propulsore, energia di tante cose che faccio in questo lavoro e grazie per tutte le belle parole che avete espresso per ogni episodio e per le belle discussioni fatte poi durante le lezioni e per come abbiamo comparare / confrontato la mia cultura alle vostre tante e diverse culture. Mammamia, che bello… quanto mi arricchisce*.

Un grazie particolare lo devo a Florencia, che per due anni ha insistito nel dirmi di provare e alla fine mi ha convito. Grazie Flore.

E poi un ringraziamento generale anche a chi mio studente non è ma aspettava il sabato per vedere apparire il nuovo episodio sul sito hahaha e grazie a tutti quelli che hanno avuto la pazienza di stare lì 20 minuti ad ascoltare questa voce “romanaccia”, stranieri e italiani.

Come nel lavoro di professore, anche in questa esperienza ci ho messo passione e amore. Ricevere in cambio tutto questo mi ha spinto a fare sempre meglio.

Quindi, grazie. Bene!

Via con la musica!

 

Introduzione

La prima stagione del podcast è arrivata all’ultimo episodio, alla conclusione.

E’ stato un bel viaggio attraverso il mio Paese e la sua cultura visto da vari punti di vista e soprattutto il percorso è stato creato dalla curiosità dei miei studenti.

Questa curiosità ci ha portato a vedere degli aspetti dell’Italia che non è facile vedere da fuori, che gli stranieri non conoscono e spesso neanche* gli italiani ne hanno piena coscienza.

Perché l'Italia è divisa. E’ divisa in tante piccole identità, in tante piccole culture. Dalla storia ,alla lingua. Dalla cucina, allo sport. E tanto altro.

Infatti, abbiamo visto che nel mio Paese ci sono più di 500 varietà di formaggi.

Come nel calcio il tifo (il supporto) per la squadra della città è maggiore rispetto alla nazionale italiana, nonostante sia tra le nazionali più storiche e gloriose eh.

Abbiamo parlato delle sagre, di come ogni piccolo paesino promuove il suo alimento o la sua bevanda tipica.

L’episodio sull’inno italiano ci ha dato la possibilità di vedere perché l'Italia è divisa ma ancora di più capire come e perché si sia unita come nazione.

Poi ci siamo spostati a Roma e abbiamo visto un’identità, una microcultura nello specifico.

E infine abbiamo conosciuto un personaggio italiano tra i più importanti e influenti della storia dell’umanità, Galileo Galilei, e abbiamo provato a capire il perché di questa sua importanza.

 

Argomenti, temi molto diversi tra loro e sicuramente interessanti. Ma, se escludiamo l’ultimo episodio su Galileo (o forse neanche questo), c’è stato un filo conduttore*(common thread), un argomento principale che collega questi episodi diversi tra loro ma che, appunto, hanno in comune una cosa di cui ho sempre parlato in ogni episodio e che era il mio obiettivo per questa prima stagione.

Qualcosa che era ed è importante trasmettere a chi studia l’Italia ma non è italiano: Quelle che spesso ho chiamato le micro-identità.

L’italia è un insieme di tantissime piccole identità diverse tra loro che, se da un lato possono essere una debolezza*, possono creare problemi politici, sociali, razziali… dall’altro lato questo elemento è stato ed è tuttora una delle ricchezze più grandi del mio Paese. Non siamo un unico regno* (kingdom), siamo un insieme di regni.

 

Anche oggi vedremo questo tema, andando ancora più indietro nel tempo rispetto a Novaro, a Mameli e a Galileo. Andremo ancora di più alla sua radice (root). E userò questo argomento* delle diverse identità in Italia per parlare della persona che è alla base della nostra identità italiana, forse il primo e sicuramente il più importante tra tutti gli italiani che ha tentato, e con successo direi, di unire la nostra penisola abitata da culture e lingue differenti.

Sto parlando di Dante Alighieri, il padre della lingua italiana.

Allora, cari ascoltatori, Dante è Dante.

Ha un valore enorme per tutta l’Italia e non solo, Dante è importante per tutto il mondo, come vedremo. E anche su un livello più piccolo, mio personale, Dante ha un valore particolare, da quando ero un bambino e imparavo a memoria i versi della Divina Commedia per passione fino ad oggi, quando leggo quei versi e parlano di me, parlano di te.

Dante parla di tutti noi ma come individui.

La Divina Commedia è la Divina Commedia.

Ma questo è qualcosa che proverò a spiegare più avanti perché per raccontare quest’opera serve il giusto tempo (con la parola “opera” in questo caso non si intende il genere musicale, ma “opera” significa un lavoro, una creazione artistica, quindi, in questo caso, un’ “opera letteraria” in questo caso la Divina Commedia).

Dato che (since) c’è tanto da dire su Dante e sulla Divina Commedia e il tempo è sempre poco ho dovuto trovare una soluzione.

Divido quest’ ultimo episodio in due parti ma che usciranno lo stesso giorno.

La prima parte vedremo come Dante abbia aiutato ad unificare* / unire gli italiani linguisticamente e culturalmente. Ne voglio parlare*

( ricordo che il “NE” insieme al verbo “parlare” ha il significato di “parlare DI QUESTO” - verbo pronominale)

Quindi, ne voglio parlare perché Dante è il padre della lingua italiana. Dante vive nel periodo in cui non c’erano le micro identità italiane, ma proprio identità e culture molto diverse erano diffuse (spread) in tutto il territorio italiano.

Tuttavia, lui capisce che tutti gli abitanti di questo territorio hanno delle cose importanti in comune e allora serve qualcosa per unirli nel concreto: una lingua comune.

Quella che poi diventerà la lingua che parliamo oggi e che molti di voi studiano e amano.

Poi useremo questo discorso come un ponte (bridge) per collegare l’argomento principale di tutta la stagione a Dante e alla sua opera.

Ma farò solo un’introduzione sulla Divina Commedia perché di questa ne parlerò nella seconda parte. La Divina Commedia, mammamia… ha un fascino come poco al mondo. Dovrei creare un podcast al giorno per un anno per parlare solo della prima parte della Divina Commedia, ossia l’Inferno. E probabilmente un anno non basterebbe, non sarebbe* necessario (condizionale presente per chi lo conosce, come vi dico sempre, riconoscetelo quando lo sentitie!!).

Quindi data la complessità di tutto e il poco tempo quello che farò nella seconda parte per renderlo / farlo più chiaro, sarà rispondere a una è semplice domanda:

Perché Dante entra nell’inferno? Perché fa questo viaggio?

Come vedremo la risposta a questa domanda invece non è per niente rapida e veloce e semplice perché Dante in questo viaggio, come ho già detto, non parla di se stesso* (himself). Dante parla di ognuno di noi / di tutti noi.

Quindi, trovate il tempo giusto per ascoltare perché saranno due episodi, divisi e complementari, sarà un po' lungo ma vi assicuro che sarà bellissimo.

Mettetevi comodi e buon ascolto.

 

Origine delle micro-identità

ome abbiamo visto in tutta la stagione, oggigiorno (nowadays) l’italia è frammentata / divisa.

Ma da dove inizia questa frammentazione?

Prima dell’impero romano, la penisola italica era abitata da popoli diversi (come Etruschi, Liguri, Sanniti, Veneti e Celti) che hanno lasciato tracce / caratteristiche profonde nei caratteri delle persone del luogo.

Tuttavia è dopo la fine, la caduta (the fall) dell'Impero Romano d’Occidente, 476 d.C, che l'Italia si divide per secoli (centuries) in comuni, piccole città, signorie e regni (kingdom) stranieri.

L’unificazione culturale e linguistica si ferma (is stopped), nascono e crescono (born and grow) tante identità differenti.

 

Siamo nel Medioevo (Middle Age).

Quindi già nel Medioevo le rivalità all’interno della Penisola erano fortissime e tantissime, caratteristica che è rimasta nel tempo fino ai giorni nostri e che ritroviamo in Italia.

Lo sappiamo.

Per l'italiano, l’identità primaria è quella della mia città o del mio paese. E quello di un’altra città è un rivale.

Nel Medioevo era letteralmente un nemico (enemy). E più il nemico mi sta vicino geograficamente e più sarà forte il sentimento di contrasto, l’ostilità.

Dante Alighieri, nasce nel 1265, quindi in pieno Medioevo (Basso Medioevo), a Firenze.

Sempre in Toscana, vicino Firenze, c’è la città di Siena.

Nella Divina Commedia, Dante parla degli abitanti di Siena come gente di poco valore e li paragona / li mette sullo stesso livello dei francesi hahaha anzi, per Dante i senesi sono anche (even) peggio dei francesi.

Per non parlare di Pisa, altra città Toscana, la città di Galileo e della Torre. Augura a Pisa di essere inondata / allagata (flooded) da fiume (river) Arno e che sparisca (disappear) con tutta la popolazione.

Tutto questo continua fino ad oggi come rivalità.

Il Calcio, abbiamo visto in un precedente podcast, è uno specchio (mirror) della cultura italiana. Tra i derby di calcio più sentiti / più caldi in Italia, sicuramente in Toscana, ci sono:

Fiorentina - Siena e Fiorentina - Pisa.

 

Critiche agli italiani

Questo in Toscana, vediamo a livello di tutta la penisola italiana.

Su Roma e i romani, abbiamo già visto in un altro podcast, Dante ha sentimenti (feelings) contrastanti.

Ama Roma e la sua storia classica e imperiale ma critica profondamente la Chiesa (church) e dei romani pensa che non sono molto educati, che non conoscono le formalità.

Genova e i genovesi? vengono criticati anche loro, li definisce “gente dai cattivi costumi” quindi con brutte abitudini.

Dei Milanesi o dei veneziani ne parla poco.

Ma le critiche che fa all’Italia e alla popolazione, sono tante. Per mostrare (show) questo leggerò una strofa /  3 dei versi della Divina Commedia in cui Dante parla di questo e facciamo un esperimento.*

Leggerò lentamente e la lingua che leggerò, quella della Commedia, non è l’italiano ma il fiorentino volgare.

L’esercizio non è quello di capire tutto il significato, anche perché è un testo poetico con metafore e figure retoriche (che poi vi spiegherò).

Quello che dovete fare è provare a capire più parole possibili.

Quante parole del fiorentino volgare conoscete.

Quindi, Dante in questa parte della Divina Commedia è nel Purgatorio, e parlando dell'Italia e gli Italiani, scrive:

“Ahi serva Italia, di dolore ostello,

nave sanza nocchiere in gran tempesta,

non donna di province, ma bordello.”

(Purgatorio, VI, 76-78)

Quante parole avete capito?

Non è importante capire la connessione tra le parole, solo la conoscenza della singola parola.

Questa che avete sentito è praticamente un’altra lingua. Se leggessi un testo in latino, non capireste nessuna parola, o quasi, e anche io!

E allora perché la Divina Commedia è diversa?

Perché le parole ci sembrano vicine all’italiano che conosciamo?

La risposta è semplice: perché la lingua fiorentina volgare è la madre della lingua italiana. L’italiano che conosciamo viene dal fiorentino di Dante. Ma vi parlerò della lingua più avanti, finiamo con i versi in cui Dante ci parla dell’Italia e degli italiani e ci sembra così critico.

Nella Divina Commedia ogni parola crea un’immagine, un'idea. Vediamo questi versi del Purgatorio per capire, vi spiego bene:

 

“Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello.”

 

"Ahi Serva l'Italia"    

Dante dice che l’Italia è serva (servant / maid / slave)

Serva di chi?

Non degli stranieri ma di se stessa (itself). Delle divisioni interne, delle guerre (wars) interne. Della corruzione politica e religiosa. Non è padrona del proprio destino.

 

"Di dolore ostello"   

Dolore (pain), Ostello (hostel).

quindi Italia, residenza, casa (house) del dolore.

 

Poi scrive:

"Nave senza nocchiere in gran tempesta"

“ship without captain” (nocchiere possiamo dire “captain”).

Non c’è una guida, un capo autorevole.

In una grande tempesta, in inglese storm, nel caos.

 

E infine:

"Non donna di province, ma bordello"

Donna di province, ossia nel passato l’Italia era una signora gloriosa che dominava e governava con autorevolezza su tanti territori e popoli, come al tempo dell'antica Roma

 

Ma bordello, signfica che è un bordello (in inglese sia Whorehouse sia caos).

Ossia, ora il caos comanda nella penisola. Tutti pensano ai propri interessi.

Quindi, Dante critica duramente gli italiani del suo tempo.

Ma lo fa perché?

Una delle risposte è che ama profondamente l' idea di un'Italia unita e soffre nel vederla divisa in tanti regni e moralmente decaduta.

Non è una critica di disprezzo, di disdegno o di odio: è una critica perché lui vuole un Paese migliore, un Paese unito e glorioso.

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Padre della lingua italiana

Dante vive tutto questo ma sa che il passato della cultura classica latina è importante nello Stivale (boot), nella penisola italiana.

Le persone si sentono italiane?

No, non molto.

Ma abitanti della penisola italica, quello sì.

Allora serve qualcosa per unire e uno degli elementi che unisce i popoli e crea un’identità è la lingua. Dante sa che serve una lingua comune, una lingua concreta, reale, in cui le persone possono sentirsi realmente rappresentate.

Nel Medioevo (Middle Age) il latino classico non era più da tanto tempo la lingua parlata dalle persone. Per questo motivo, Dante, non scrive la Divina Commedia in Latino Classico, ormai* (by now) nel Medioevo in pochissimi, quasi nessuno, sapevano parlare in Latino, è incomprensibile per noi ora, tanto quanto lo era per la maggior parte della popolazione in quel tempo, quindi nessuno si identifica nella lingua latina.

Allora Dante sceglie di scrivere i suoi libri, come ho detto prima, in Fiorentino Volgare, la lingua esclusivamente orale che si parlava a Firenze nel Medioevo.

Cos'è una lingua volgare?

Già nel I secolo d.C (after Christ), nell’impero romano, le gente non parlava usando il latino classico e dei testi romani che oggi si studia a scuola e all’università.

Già nell’impero la lingua che si parlava in Italia era un po’ differente.

Nel Medioevo questa lingua diversa ed esclusivamente orale, chiamata “latino volgare” (volgare, in latino, vulgus significava “popolo”, quindi letteralmente la lingua del popolo).

Dicevo, in tutti i secoli successivi fino al Medioevo questa lingua si è traformata estremamente in tantissime lingue e in base al luogo si sono trasformate in modo diverso, questo per differenti fattori.

Il risultato di queste trasformazioni?

Sono gli attuali dialetti italiani, ma non solo.

Così nascono anche alcune delle lingue più conosciute e parlate nel mondo oggi, come il francese, lo spagnolo, il portoghese e il rumeno. Queste lingue sono chiamate “lingue romanze”, ossia che derivano dal latino volgare, il latino orale del popolo.

Il friotentino volgare

Tutto questo è successo anche a Firenze. Dante scrive la Divina Commedia in fiorentino volgare, la lingua della gente* (people). E questa lingua sarà la base dell’italiano moderno ed è per questo motivo che Dante è conosciuto anche con il nome: padre della lingua italiana. E per questo che, per chi conosce l’italiano, la lingua di Dante è molto più comprensibile rispetto al latino.

Dante è un personaggio unico nella storia dell’umanità. Non è solo il padre della lingua italiana (come se fosse poco) è il “sommo poeta”. Considerato a livello mondiale tra i maggiori poeti della storia.

Non voglio essere antipatico nel ribadire / ripetere questo. ma se provate a fare una veloce ricerca tra gli scrittori più importanti della storia, ci sono sempre tre nomi: Omero, Shakespeare e Dante.

Se cercate l’opera letteraria, nei primi posti c’è sempre lei: La Divina Commedia.

E allora, finita questa parte, possiamo iniziare a parlare di questa opera meravigliosa.

 

La Divina Commedia

Siamo nel 1300.

Stiamo arrivando alla fine di questo episodio e allora introduciamo l’opera di cui parleremo nel prossimo.

Diamo qualche informazione su una delle opere più grandi scritte da un essere umano, vediamola..

Nella Divina Commedia, Dante racconta il viaggio (voyage) nei tre regni dei morti (kingdoms of the dead):

Inferno

Purgatorio

Paradiso.

In questo viaggio Dante incontra tantissimi personaggi famosi che sono morti prima di lui come Ulisse, Omero, Giulio Cesare, Cleopatra, Socrate, Maometto, San Pietro, Lucifero…

Ma anche tante persone non famose ma che lui conosceva di persona o di cui aveva sentito parlare.

E in questo viaggio non è da solo ma è accompagnato / lo fa insieme a Virgilio nell’inferno e nel purgatorio.

Virgilio è uno dei più importanti poeti vissuto durante l’impero romano che sarà una guida per Dante e vedremo nel prossimo episodio perché proprio Virgilio.

E poi, nel Paradiso, sarà accompagnato da Beatrice, la donna che Dante ha amato.

 

Quello che per me è importante dirvi è che questo viaggio nel mondo dei morti scritto da Dante non è per spiegare cosa succede dopo la morte, al contrario, è una viaggio dentro* (inside) la vita degli esseri umani, è un viaggio dentro ognuno di noi * (each of us) dentro l’essere umano, dentro lo spirito umano ma anche dentro la psicologia umana (quando la psicologia ancora non si conosceva).

Le scelte che prendiamo, gli errori che facciamo (he choices we make, the mistakes we make). E perché li facciamo (and the reasons why we make them) .

Ma soprattutto* (above all) è un viaggio per capire come rimediare a questi errori (it is a journey to understand how to fix these mistakes).

Dante parlando di questo viaggio nel mondo dei morti parla, in realtà, di tutti noi.

 

Conclusione

Però per oggi è abbastanza (enough), finiamo qui. Lasceremo le risposte per la prossima parte e vedremo come Dante è riuscito a parlare di tutto questo in poesia e spero che sono riuscito e riuscirò (I will able )a trasmettervi la mia passione e anche un po’ di curiosità per la Divina Commedia.

Spero anche di essere riuscito a spiegarvi perché Dante è Dante in questo poco tempo.

Ci sentiamo, quindi, nel prossimo e ultimo episodio, finale della stagione.

Vocabolario del podcast

1. Il tempo vola(espressione idiomatica)

Significato: passare molto velocemente.
«Quando si parte per l'Erasmus il tempo vola.»ù

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